SUMMER SEA KAYAK EXPEDITION

L'isola Eubea (Evia) è la seconda isola greca e la prima del Mar Egeo.
E' talmente vicina alla costa da essere sovente considerata una penisola, e noi spesso la definiamo affettuosamente "l'isola che non c'è".
Tuttavia, se consideriamo il suo perimetro di oltre 600 Km, i forti venti che la spazzano e le correnti di marea, tanto da rendere a volte impossibile alle navi di risalire il canale per raggiungere il porto interno, rappresenta un'ottima prova sia per l'attrezzatura impiegata che per rispolverare la nostra attitudine, collaudata a Creta, di viaggiare in compagnia costante dell'imperatore Meltemi...
Sarà un impegnativo e divertente viaggio a tre...
Tatiana e Mauro


mercoledì 1 gennaio 2014

Il calendario 2014 del viaggio all'Eubea!

Come ogni anno, scegliamo alcune foto del viaggio estivo per il calendario dell'anno a venire...
Quest'anno è toccato all'Eubea e la scelta di 12 fotografie non è stata semplice, perché avremmo voluto inserirne molte di più: il viaggio è durato 5 settimane e gli scatti sono stati tantissimi, in mare e a terra...
Però i mesi sono sempre troppo pochi, e così ci dobbiamo accontentare :-)
Potete scaricarlo dal sito di Tatiyak


As every year, we choose some pictures from the summer trip for the calendar of the year to come...
This year is about Evia Island. The choice of 12 photos has not been simple, because we would have wanted to insert more and more: the trip has gone for 5 weeks and the shoots have been so many, both in sea and on the land...
However, months are always few, so we must be satisfied with such a little : -)
You can download it from the Tatiyak web site

domenica 15 dicembre 2013

Il racconto per Radio Popolare - parte 6

Pubblichiamo gli articoli inviati a Radio Popolare per la trasmissione "Tre uomini in barca".
Un riassunto del viaggio intorno all'Isola Eubea in 6 puntate per 6 post corredati da 6 foto. 
Questa è la sesta: "L'ultima settimana contro vento..."


Ehila’ della Darsena,
il nostro equipaggio non ha fatto naufragio sull’isola (che pure sarebbe stata un’ottima scusa per prolungare il soggiorno in Grecia!), ma è rientrato sano e salvo alla base domenica scorsa.
Solo che l’ultima settimana contro vento è stata davvero dura perché il Meltemi sembrava essersi risentito che stessimo ancora lì a pagaiare nonostante il Beaufort costante tra 7 e 8, cioè burrasca!
Il vento ha rallentato la nostra risalita lungo la costa sud-occidentale dell’isola e ci ha costretto a scelte ‘originali’: un giorno abbiamo navigato alla non invidiabile, ma pur sempre dignitosa, velocità di crociera di 3 km orari (la metà secca dell’andatura solita!) e per 8 ore consecutive perché non c’erano sbarchi ridossati in cui montare la tenda senza rischiare di farcela strappar via dalle raffiche violente che scendevano dai monti… il giorno dopo abbiamo scelto di partire al tramonto, nel momento di presunta scaduta del vento, ma non è poi andata tanto meglio e siamo arrivati a notte fonda in una caletta rocciosa talmente piccola che quasi le prue dei kayak ci entravano in tenda… due giorni prima della fine del periplo, poi, abbiamo pensato bene di prenderci una bella intossicazione alimentare con tanto di crampi, nausea, emicrania, febbre e… altro!
Fortuna che ci eravamo già innamorati dell’isola, altrimenti l’avremmo volentieri presa a male parole…
L’ultimo giorno utile, recuperate le forze, ci siamo cimentati nell’ultima prova del viaggio: passare il canale di Chalkida. La capitale dell’isola è cresciuta intorno ad un istmo stretto appena 40 metri e dove la corrente cambia direzione ogni 6 ore e raggiunge, nelle giornate di massima escursione di marea come sono stare le nostre con la luna piena, i 7 nodi di velocità: impossibile pensare di contrastarla, potevamo solo assecondarla, aspettando il momento adatto per lasciare defluire quell’acqua pazza, così la chiamano i locali perché il mare assume l’aspetto di un fiume in piena, e per agguantare la corrente favorevole verso nord…
La mattina alle 10 abbiamo superato lo stretto ed ovviamente contro vento abbiamo coperto gli ultimi chilometri fino al porto di Nea Artakis, da dove 33 giorni prima eravamo partiti… periplo concluso!!!
E adesso, come nelle migliori tradizioni, finito un lungo viaggio, ne iniziamo subito un altro: Ischia e Procida ci aspettano e con loro alcuni cari amici… ve ne parleremo!
Tatiana e Mauro (Tata kayak tour)

Il racconto per Radio Popolare - parte 5

Pubblichiamo gli articoli inviati a Radio Popolare per la trasmissione "Tre uomini in barca".
Un riassunto del viaggio intorno all'Isola Eubea in 6 puntate per 6 post corredati da 6 foto. 
Questa è la quinta: "Quarta settimana di viaggio..."


Siamo ancora qui, nella solita taverna davanti al solito piatto di suvlaki ed insalata greca.
Il versante orientale dell’Eubea è davvero bello: scogliere alte separate da gole profonde, mare pulito che invita ad un bagno ad ogni sosta, spiagge di sabbia fine o di ciottoli policromi dove avremmo voluto fermarci per l’intero mese… 
Ci sono isole che meritano di essere visitate per la costa, come Cefalonia, altre per il mare, come Skopelos, altre ancora per il vento che le avvolge, come Creta: l’Eubea vale la pena di un viaggio per tutte queste cose, ma soprattutto per la cortese ospitalità dei suoi abitanti.
Non abbiamo ancora capito che cosa han combinato gli italiani per godere di tanta considerazione all’estero ma qui in Grecia ci hanno trattato tutti (TUTTI!) benissimo.
Forse perchè veniamo dal mare o perché viaggiamo su due gusci di noce, chissà.  Comunque ci hanno sempre accolto a braccia aperte, quando sbarcavamo sulle spiagge piene di tende in campeggio libero organizzato (molto ben organizzato, per la verità) oppure davanti alle ville super-recintate ed illuminate a giorno… tutti ci hanno offerto acqua e viveri, in molti ci hanno regalato frutta fresca e verdura di stagione, alcuni ci hanno persino invitato a pranzare con loro! Una vera festa, nuovi incontri ogni giorno e nuovi amici in ogni baia!
Noi abbiamo sempre accettato, ovviamente, e ci siamo sdebitati con i racconti in anglo-ellenico del nostro viaggio in kayak: quante ore pagaiamo, a che ora partiamo e a che ora sbarchiamo, a che servono i pannelli solari, se abbiamo vestiti di ricambio…
Si animano sempre tutti quando parliamo della traversata su Skiros e qualcuno ci ha anche chiesto delle foto ricordo accanto ai kayak.
Il Meltemi ci ha riservato delle sorprese, a tratti rallentando e a tratti velocizzando il nostro giro, comunque sempre vivacizzandolo… la sorpresa più bella è comunque stata quella che ci ha riservato la gente del posto!
Tatiana e Mauro (Tata kayak tour)

Il racconto per Radio Popolare - parte 4

Pubblichiamo gli articoli inviati a Radio Popolare per la trasmissione "Tre uomini in barca".
Un riassunto del viaggio intorno all'Isola Eubea in 6 puntate per 6 post corredati da 6 foto. 
Questa è la quarta: "Terza settimana di viaggio con variante..."


Ehila` della darsena,
vi avevamo parlato di qualche novità: il nostro viaggio in kayak prosegue così bene che siamo avanti sulle tappe giornaliere…
Abbiamo allora pensato di fare una deviazione alla “vicina” isola di Skiros, la più meridionale delle Sporadi Settentrionali, poco abitata e ancor meno turistica ma molto bella, selvaggia e per noi davvero ospitale.
La traversata di circa 20 miglia nautiche è stata un poco impegnativa, sia all’andata che al ritorno, per via del Meltemi che imbiancava il mare di frangenti e gonfiava le onde anche fino a due metri.
La prima e l’ultima sera delle 6 giornate dedicate al fuori programma abbiamo fatto campo su due delle piccole isole satelliti di Skiros, Valaxa e Sarakiniko, soli tra greggi di capre col campanaccio che insieme alle raffiche di vento hanno reso un po’ agitate le nostre notti…
Per ricompensarci delle fatiche e delle scomodità, l’isola ci ha offerto spiagge deserte e raggiungibili solo dal mare, scogliere rocciose scelte dai falchi Eleonora per nidificare, ampie cale ridossate dove pagaiare su acque turchesi e trasparenti.
Abbiamo persino incontrato uno splendido esemplare di tartaruga Caretta caretta, grande quanto il pozzetto del kayak!
Nel paesino di Hora Skiros, un pittoresco presepe bianco abbarbicato su una rocca affacciata sul mare, abbiamo consumato uno dei pranzi più appetitosi del viaggio!
Di Skiros ci ha colpito soprattutto il senso di ospitalità dei suoi abitanti, che si spinge fino ad offrire gratuitamente tutti i servizi portuali di acqua dolce, elettricità e connessione wi-fi: una targa nel porticciolo di Linaria spiega che è un’iniziativa dei pescatori e dei commercianti locali… bello, no?
Alla prossima!
Tatiana e Mauro (Tata kayak tour)

Il racconto per Radio Popolare - parte 3

Pubblichiamo gli articoli inviati a Radio Popolare per la trasmissione "Tre uomini in barca".
Un riassunto del viaggio intorno all'Isola Eubea in 6 puntate per 6 post corredati da 6 foto. 
Questa è la terza: "Nel vivo del viaggio..."


Siamo già arrivati all’inizio della quarta settimana di viaggio e non siamo ancora riusciti a rendervi partecipi delle ultime novità, un po’ perché il tempo scivola via a viverle prima ancora che a raccontarle ed un po’ perché abbiamo introdotto una variante al piano di viaggio… di cui vi parleremo presto.
Ma andiamo con ordine: dopo aver doppiato il capo nord-orientale dell’Eubea ci siamo finalmente trovati di fronte una bella costa frastagliata fatta di scogliere rocciose, promontori verdi e spiagge di sabbia e ciottoli… insomma, una varietà di paesaggio che fa la felicità di ogni kayakista (e non solo).
Quasi in ogni cala c’è una taverna o una kantina (la seconda una versione popolare della prima, già versione economica del solito ristorante) e noi abbiamo scelto di modulare le tappe giornaliere in ragione delle spiagge più attrezzate: un giorno a pranzo e l’altro a cena ci deliziamo con tatziki, suvlaki e piatti di pesce fresco, da queste parti ancora decisamente economici… è anche vero che l’aglio è talmente forte da sembrare piccante e che i cetrioli e le cipolle dell’insalata greca non ne vogliono sapere di farsi digerire neanche annegati nello tsipouro (il tipico liquore dell’isola aromatizzato all’anice): fortuna che noi non soffriamo il mal di mare!
L’altra cosa curiosa di questo viaggio è che quasi tutte le cale sono occupate da distese di tende: non abbiamo mai visto, neanche a Creta, così tanti campeggi liberi organizzati… hanno docce d’acqua dolce, sempre potabile, cestini per l’immondizia, teli infiniti per proteggere ogni cosa dal sole cocente e tantissime leccornie nei giganteschi frigo blu… i nostri simpatici vicini di tenda, tutti 
rigorosamente greci (perché di turisti stranieri qui ce ne sono davvero pochissimi) sono stati capaci di offrirci di volta in volta caffè freddi ed aperitivi con ghiaccio in pieno pomeriggio, neanche fossimo al centro di Milano!
Se continuiamo così, torniamo a casa con qualche chilo in più...
Tatiana e Mauro (Tata kayak tour)

Il racconto per Radio Popolare - parte 2

Pubblichiamo gli articoli inviati a Radio Popolare per la trasmissione "Tre uomini in barca".
Un riassunto del viaggio intorno all'Isola Eubea in 6 puntate per 6 post corredati da 6 foto. 
Questa è la seconda: "Una settimana di pagaiate!"


Ehila` della Darsena, 
vi scriviamo che è già trascorsa la prima settimana del nostro viaggio in kayak intorno all’Isola Eubea in Grecia. Le condizioni meteo-marine sono state molto buone, con diverse giornate di calma di vento: stiamo rispettando le tappe previste di 25-30 chilometri al giorno ed abbiamo già percorso la costa nord-occidentale e gran parte di quella settentrionale.
Domani dovremmo 
virare le prue dei kayak verso sud est e ritrovare finalmente le scogliere a picco sul mare per lunghi tratti disabitate. Fin’ora, invece, salvo una trentina di chilometri sotto le spettacolari pareti del Monte Kandilio, ricoperte di pini d’Aleppo fino a pochi passi dal mare, il resto della costa era quasi interamente occupato da lunghe spiagge di ciottoli e piccoli villaggi di casupole sparse tra gli ulivi e con i moli ingombri di pescherecci con le lampare.
Non è propriamente il paesaggio che esalta due viandanti del mare come noi, ma pazienza: ci consoliamo con scorpacciate di insalata greca, tzatziki e suvlakia. 
Le taverne sul mare abbondano e ci fermiamo spesso a far rifornimento di caffè frappe’, il tipico caffè greco dell’estate servito in bicchieroni ricolmi di ghiaccio, e di birra locale, nell’ordine di gusto Alpha, Mithos e Fix.La sera montiamo la tenda in riva al mare e ci cullano le cicale, altra costante dell’isola. I tramonti sull’Egeo sono emozionanti, rossi come non mai, e la notte il cielo si riempie di un’infinità 
di costellazioni… E anche per oggi è giunta l’ora di ritirarci nel nostro albergo a mille stelle!
Tatiana e Mauro (Tata kayak tour)

Il racconto per Radio Popolare - parte 1

Pubblichiamo gli articoli inviati a Radio Popolare per la trasmissione "Tre uomini in barca".
Un riassunto del viaggio intorno all'Isola Eubea in 6 puntate per 6 post corredati da 6 foto. 
Questa è la prima: "Siamo in partenza!"



Cari amici della darsena,
siamo l’equipaggio dell’Isola Eubea.
Partiamo in kayak, come sapete.
L’auto ci serve solo per raggiungere il porto di Ancona e per spostarci poi da Patrasso ad Atene.
La lasciamo in un parcheggio custodito nei pressi di 
Calcide, il capoluogo dell’isola, e la riprenderemo solo alla fine del periplo, dopo 5 settimane, per rientrare verso casa.
I preparativi per il viaggio vanno avanti già da qualche giorno, anzi da un paio di settimane per la verità, ma solo quando tireremo giù i kayak dal tetto dell’auto potremo finalmente dire che il viaggio sta per cominciare. Ogni cosa troverà il suo posto a poppa o a prua: un viaggio in kayak è come
un puzzle da costruire tessera dopo tessera, finchè tutti i pezzi combaciano alla perfezione e l’assetto della barca diventa quello ideale per prendere il mare.
Nei gavoni stagni del kayak, che hanno una capienza di oltre 200 litri, trovano posto, nell’ordine: tenda, materassino, sacco a pelo, cuscino gonfiabile, vestiti di ricambio e cucina da campo, oltre alle provviste per 3-4 giorni e a 12 litri di acqua a testa. Per viaggiare in sicurezza, poi, abbiamo stivato un kit di primo soccorso ed uno per la riparazione del kayak, un VHF, due GPS, un trasmettitore satellitare e qualche altro aggeggio marinaresco.
Per aggiornare il blog, invece, faremo affidamento sul nostro nuovo smartphone, mentre per documentare il viaggio useremo due macchine fotografiche e un paio di telecamere, una talmente piccola che si fissa comodamente sul casco o sul ponte anteriore del kayak.
Per ricaricare i vari dispositivi elettronici abbiamo montato sul ponte posteriore dei kayak due pannelli solari. Dovremmo così essere del tutto autosufficienti e viaggiare con la forza delle breccia e l’energia del sole! Nel caso, dovessimo avere bisogno di qualche ricarica, chiederemo come sempre ai gestori delle taverne sul mare…
Non mancherà una maschera per le lunghe sessioni di snorkeling, un diario per prendere appunti durante i giorni di navigazione, un buon libro di lettura e qualche altro passatempo in caso di giornate uggiose o di forte vento contrario. Il Meltemi che soffia tutta estate da Nord-Est ci terrà sicuramente compagnia ma abbiamo capito da tempo che senza il vento le isole greche si arroventano!
Alla prima occasione, pubblicheremo testi e foto direttamente dall’isola, per il momento inviamo in allegato solo la foto delle magliette disegnate per il viaggio!
Buone vacanze a tutto l’equipaggio della darsena!
Tatiana e Mauro (Tata kayak tour)

venerdì 27 settembre 2013

Prima, durante e... dopo!

Eccoci finalmente a casa: risposta tutta l'attrezzatura e stappata la bottiglia di tsipouro per riguardare le foto davanti al computer, il viaggio sembra ormai un lontano ricordo... l'ultimo lavoro mi ha tenuta impegnata più del solito, ma il "bottino" stavolta era davvero importante!

... prima...

... durante...

... e dopo!



mercoledì 28 agosto 2013

La fine di un viaggio...

Ecco, adesso è davvero finito!


domenica 25 agosto 2013

I numeri del viaggio


33 giorni di viaggio
32 giorni di navigazione
1 giorno di riposo (dopo la traversata di ritorno da Skiros)
726 km pagaiati
7 km la tappa più corta
49 km la tappa più lunga
4 isole diverse su cui abbiam montato il campo
3 nuove frasi imparate in greco
2 birre + 1 tsipouro son meglio di una pillola di cortisone per la sciatica di Mauro!
5 birre + 11 tsipouro bevuti durante la serata trascorsa in taverna col Riva centauro!
1 nuovo modo sperimentato con successo per fissare la tenda nel vento forte...
2 tartarughe marine avvistate ma nessuna foca monaca
150 ricci di mare ed una busta piena di preziosissimi ritrovamenti
2 palette rosse
5 formine colorate
2 coppie di corna di capra cri-cri
3 inviti dai locali per colazione, pranzo e cena
4 caffè, 2 ouzo e svariate fette di melone ricevuti come benvenuto negli sbarchi 
Tante taverne, troppe per ricordarle tutte!
3 piantine grasse
21 ore di traghetto all'andata + 23 ore al ritorno (compreso il fuso orario)
8 ore d'autostrada, quasi tutte a passo d'uomo, sia all'andata che al ritorno
1 batteria nuova di zecca
2 kg di peso persi a testa
1 carico di emozioni
Moltissimi bei ricordi...
1 viaggio bello, impegnativo e davvero divertente: indimenticabile!

venerdì 23 agosto 2013

Chalkida - Nea Artakis (9 km)


Finito, adesso è davvero finito: il nostro bel viaggio intorno all'Eubea si è concluso oggi, con una manciata di chilometri e qualche inattesa emozione!
A differenza di tutti gli altri giorni, stamattina abbiamo puntato la sveglia, per smontare il campo di buon'ora e per non intralciare oltre lo scivolo di alaggio della locale scuola di vela.
Siamo saliti in kayak puntuali alle dieci per goderci dall'acqua l'affascinante fenomeno dell'acqua pazza, 'crazy water' la chiamano gli isolani, perché pare che abbia fatto impazzire persino Aristotele: ogni sei ore il Mar Egeo entra nell'imbuto creato dallo stretto di Chalkida e tra quelle due rive così vicine diventa un fiume in piena.
L'abbiamo osservato tutta sera, ieri, emozionati come bambini quando, aperto il ponte in ferro, son passati in quel pertugio navi cargo, motoscafi e barche a vela... subito dopo la stanca di marea, durata pochi minuti, l'acqua ha preso a ribollire in gorghi sempre più grandi, trascinando con se le povere meduse che nulla potevamo contro quella corrente sempre più impetuosa, tanto che persino i gozzi a motore dei pescatori notturni faticavano a risalirla.
Stamane abbiamo diligentemente atteso la marea crescente per uscire senza sforzi dallo stretto con la corrente a favore, sospinti verso Nord dall'acqua pazza.
Nell'attesa ci siamo goduti ancora una volta lo spettacolo delle meduse sospinte di qua e di là dalla corrente: sembrava di essere affacciati su un acquario, perché intorno al pozzetto del kayak, in quella mezz'ora in cui li abbiamo tenuti ormeggiati sotto il molo vicino allo stretto, si saranno radunate centinaia di meduse, quelle grandi con la cappella ad occhio di bue e quelle minuscole con i filamenti iridescenti come le vecchie lampadine con la resistenza interna. Sono state il nostro perfetto indicatore del cambio di marea. Avrò scattato decine di foto, mentre Ferro mi canzonava perché somigliavo al pifferaio magico delle acque...
Poi il Meltemi, usciti dallo stretto, ci ha rivolto un ultimo saluto, che noi sappiamo essere soltanto un arrivederci: ci ha accompagnato per le ultime due ore di pagaiata, facendoci sudare anche gli ultimissimi chilometri, soffiando in direzione contraria fin dentro il porticciolo di Nea Artakis, lo stesso dal quale siamo partiti non ci ricordiamo più quando...
Sbarchiamo che è ancora bassa marea, festeggiamo in taverna con i nostri piatti preferiti e quand'è il momento di caricare i kayak sull'auto scopriamo che la batteria non ne vuole sapere di andare: si sarà sentita trascurata, dopo tanti giorni passati da sola!
Gli operai del vicino cantiere ci offrono di fare ponte con una piccola ruspa e con i cavi che Mauro ha sempre in macchina: così festeggiamo ancora una volta con due caffè frappe'!
La signora del bar si ricorda di noi e ci fa un bel regalo: un cavalluccio marino dalla sua sterminata collezione.
Nel pomeriggio cerchiamo e troviamo una batteria nuova, facciamo acquisti per noi e per gli amici e ce ne torniamo un po' mesti verso Patrasso, lungo un'autostrada ad una sola carreggiata in cui la corsia di emergenza viene da tutti usata come corsia di cortesia...
Fatichiamo un poco a trovare un luogo adatto dove trascorrere la nostra ultima notte in Grecia ma ora stiamo montando la tenda su un piccolo belvedere affacciato sullo stretto di Corinto.
Domani saliamo sul traghetto per Ancona e domenica sera arriviamo a casa: il viaggio in kayak è davvero terminato e questa vacanza volge ormai al termine...

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giovedì 22 agosto 2013

Amarynthos - Eretria (9km) + Eretria - Chalkida (23 km)

La cosa peggiore che può capitare in kayak non è il mare grosso, il vento forte o il cattivo tempo. Neppure rimanere senza niente da mangiare...
La cosa peggiore di un viaggio in kayak è sentirsi male.
Emicrania, nausea e febbre: forse un'intossicazione alimentare, per la poetica legge del contrappasso!
A Mauro provoca una leggera indisposizione, per non tradire la sua fama di 'uomo di ferro', a me, invece, mi atterra - letteralmente - per una notte ed un giorno interi. Resto sveglia ad 'arravogliarmi' nel sacco a pelo fino all'alba e dormo tutto il giorno seguente, sempre sepolta sotto strati multipli di indumenti perché continuo ad avere un freddo polare anche col sole cocente di mezzogiorno.
Solo la breve pagaiata pomeridiana mi aiuta, perché il kayak, si sa, cura ogni male!
Le mie budella intorcinate ci permettono appena di superare il porto di Eretria, scansando di un soffio i traghetti Giano-bifronte che fanno la spola con la terraferma.
Il campo in città è sempre un'incognita, il nostro è stato un vero incubo: ci ritroviamo tra la strada litoranea, un campo di pallone illuminato a giorno con una partita in corso e tifo da stadio annesso, un parcheggio occupato da quattro motrici di tir che a turno accendono i motori per rinfrescare le cabine ed una discoteca a cielo aperto che manda a tutto volume musica greca con arrangiamento 'storpiatutto'... quando è partito 'Zorba il greco' versione tekno ci è quasi venuto da piangere!
Unica consolazione gli eucaliptus intorno alla tenda, con quel loro profumo delicato ed il fruscio lieve anche quando il vento rinforzava.
Stamattina il cielo è coperto e non vediamo l'ora di raggiungere Chalkida.
Pagaiamo lungo un litorale anonimo tra centinaia di meduse greche di dimensioni smisurate, alcune grandi quanto il pozzetto, mai viste così gigantesche!
Il Meltemi non molla un solo momento e ci costringe a risalire controvento tutto il canale interno fino al ponte grande, nessuna campata ma due piloni coi tiranti come una miniatura del ponte di Brooklyn.
Perdiamo però la possibilità di passare anche oltre il ponte piccolo di Chalkida, in ferro e retrattile: è largo appena 40 metri e nelle giornate di massima escursione, come queste con la luna piena, la corrente raggiunge anche i 7 nodi.
Assordati dal traffico cittadino, stiamo divorando due gustosi pita-giros (intossicazione passata e dimenticata, mamma stai tranquilla!!!) per controllare l'inversione di marea e decidere a che ora riprendere il viaggio domattina... per l'ultimissimo tratto, ma non potevamo certo rinunciare ad un'altra notte in campeggio libero, stavolta nel cuore del porticciolo turistico della capitale dell'isola, tanto per tornare lentamente alla civiltà.
Il viaggio non è ancora finito!

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martedì 20 agosto 2013

Porto Bufalo - Aliveri (19 km) + Aliveri - Amarynthos (17 km)

Soltanto tre giorni fa pensavamo a questi luoghi come a delle mete inarrivabili!
Ed ora invece siamo qui, nella solita taverna, a goderci il solito tramonto sul mare, battuto dal solito Meltemi...
Però adesso siamo finalmente ridossati ed il vento che prima ci sbarrava il cammino ora si incanala tra le ampie vallate dell'isola e ci concede qualche vigorosa spintarella... avanziamo senza grandi fatiche, percorrendo pochi chilometri negli ultimi giorni per goderci a pieno la fine del viaggio, sollevati soprattutto dal fatto di esserci lasciati finalmente alle spalle le foreste di pale eoliche!
Appena fuori dalla taverna di Porto Bufalo ci siamo infilati nella prima caletta utile ed abbiamo montato la tenda sotto due rassicuranti ulivi secolari: è stata una delle notti più belle, protetti da quei rami possenti sia dalle ultime raffiche del Meltemi che dai primi raggi del sole... solo la luna filtrava e portava dentro un po' dell'argento che spargeva in mare.
Ci ricordiamo troppo tardi di non avere fatto rifornimento d'acqua: siamo costretti al razionamento.
Anche il piccolo villaggio di Panagitsa Pounta è privo di market e di taverna... abbiamo solo una scatoletta di sardine, una bustina di frutta secca, una barretta ai semi di sesamo, una manciata di noccioline ed un litro d'acqua: in due si prospetta un pranzo davvero parco...
Ci arramichiamo su per lo sterrato verso la chiesetta, con due bottiglie in mano, sperando di trovare una fontanella...
"Do you want water? Come to eat!", ci dice Katerina dal suo giardino quando ci vede girovagare con aria disperata: sono ancora tutti a pranzo, amici di famiglia e vicini di casa, e ci riempiono il piatto a più riprese di insalata, braciole, melanzane fritte, patate lesse ed un superlativo 'tiropita' fatto in casa! Mai mangiata una pizza ripiena al formaggio più buona di quella!
Mauro beve tre bicchieri di vino e barcolla per tornare in spiaggia... sceglie saggiamente di farsi un bagno prima, per non farlo dopo in kayak!
La costa fino ad Aliveri è rovinata da una cava, un cementificio, una centrale termoelettrica ed una piccola acciaieria, tutte ammassate insieme in una sola baia che offre uno spettacolo davvero deprimente: ma noi pagaiamo contenti come non mai, con gli occhi pieni dei sorrisi aperti di quei sette dichiarati comunisti impegnati in discussioni politiche e con le orecchie colme del loro greco dolce e musicale... e con le pance gonfie!
Abbiamo ovviamente anche due bottiglie di acqua ghiacciata!
Manco a dirlo, non c'è il market neanche nella piccola cittadina di Aliveri, che in compenso si potrebbe ribattezzare 'taverna cjty'. Però in spiaggia ci aspetta Tom, un albanese tanto cortese da accompagnarci in auto fino al supermercato più vicino (a 10 km!): possiamo nuovamente mangiare e bere a volontà! 
Le notti sono sempre più lunghe ed i risvegli sempre piu lenti: quando sbarchiamo per pranzo dopo appena 8 km su una lunga spiaggia ombreggiata di tamerici, non facciamo in tempo ad aprire la scatoletta di involtini di riso e foglie di vite, che una signora si avvicina con due bicchieri ricolmi di ouzo e ghiaccio ed un piccolo vassoio con formaggio, olive, cetrioli, vongole ed un gustosissimo pane al sesamo: "Italiani? Benvenuti a Galazia Nera. Buon appetito!"
Non potevamo che trascorrere la notte di luna piena in taverna... che viaggio!!!

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Se il link sopra non funziona , provate questo link:
http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=38.39433,23.86486&ll=38.39433,23.86486&ie=UTF8&z=12&om=1

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lunedì 19 agosto 2013

Check-in/OK messaggio dal Tatiyak SPOT Localizzatore SPOT Personal Tracker

Tatiyak SPOT
Latitudine:38.39325
Longitudine:24.04051
Posizione GPS Data/Ora:08/19/2013 19:05:42 CEST

Messaggio:Stiamo bene e il viaggio prosegue come programmato...

Fai clic sul seguente collegamento per vedere dove mi trovo.
http://fms.ws/DTp61/38.39325N/24.04051E

Se il link sopra non funziona , provate questo link:
http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=38.39325,24.04051&ll=38.39325,24.04051&ie=UTF8&z=12&om=1

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domenica 18 agosto 2013

Check-in/OK messaggio dal Tatiyak SPOT Localizzatore SPOT Personal Tracker

Tatiyak SPOT
Latitudine:38.31652
Longitudine:24.10978
Posizione GPS Data/Ora:08/18/2013 20:01:42 CEST

Messaggio:Stiamo bene e il viaggio prosegue come programmato...

Fai clic sul seguente collegamento per vedere dove mi trovo.
http://fms.ws/DSz13/38.31652N/24.10978E

Se il link sopra non funziona , provate questo link:
http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=38.31652,24.10978&ll=38.31652,24.10978&ie=UTF8&z=12&om=1

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Agios Dimitrios - bit more North...

La pagaiata serale di ieri è presto diventata una navigazione notturna.
Uscire dal golfo di Nea Stira a 4 km orari su un mare formato con onde incrociate ci sembra un sogno, dopo l'incubo delle sventolate del giorno prima...
Le tante isole ed isolette disabitate ci offrono un buon ridosso ed una rotta sicura tra i traghetti, il tramonto rosso fuoco ci entusiasma al momento di infilare le prue nel profondo golfo di Almiropotamos e la luna che fa capolino tra le nuvole alle nostre spalle ci avvolge nella sua scia d'argento fino allo sbarco.
Il Meltemi qui non va a dormire da giorni e anche di notte fa fischiare l'innesto delle pagaie di riserva sul ponte anteriore.
Navigare nel buio ha un suo fascino tutto particolare: un paio di volte l'ombra nera della pala mi ha spaventato al punto da farmi saltare sul seggiolino fin quasi a perdere l'equilibrio... se però non si scambiano i frangenti per squali o sottomarini, pagaiare di notte è un'esperienza indimenticabile!
L'approdo ci ha riservato qualche sorpresa. Dei 372 punti che Mauro ha identificato come possibili sbarchi, sin'ora 310 si son rivelati corretti. Ma il 311, purtroppo, non è una spiaggia di sabbia bianca, quanto invece, con nostro grande dispiacere, una scogliera impenetrabile che scivola dolcemente in mare... ci toccano 3 km in più, tutti controvento, schivando le boe arancioni dell'allevamento ittico che occupa per intero la baia successiva e scrutando la costa alla ricerca di un altro punto: dobbiamo 'accontentarci' della spiaggetta privata di una grande villa, provvidenzialmente illuminata a giorno da tre fari, spenti dieci minuti dopo che finiamo di montare la tenda.
Le quattro ore serali-notturne ci hanno fruttato, del tutto insperatamente, ben 18 km ed oggi riprendiamo il nostro percorso verso Nord a cuor leggero: anche se vediamo ancora le pale eoliche che tanto ci impensierivano, le stesse che ci accompagnavano sull'altro versante perché qui l'isola è larga poco più di 3 km, sappiamo che ormai il peggio è passato. Ce lo conferma anche il padrone della villa quando stamattina è sceso in spiaggia e ci ha visto preparare i kayak: "Evia tour? Give me five! Skiros too? Great! Bravo, bravo!"
Pensavamo che ci avrebbe rimproverato per l'incursione notturna ed invece anche lui è molto cortese ed ospitale.
Filare per qualche minuto a 14 km orari di primo mattino è stavolta molto piacevole, come costeggiare il promontorio disabitato di Ormos Bufalo e fare sosta per il pranzo in una caletta perfettamente ridossata.
Il Meltemi ci viene incontro solo nell'ultimo tratto, con l'unica intenzione apparente di rovinarci lo shampo appena fatto, diventato indispensabile perché da alcuni giorni i nostri capelli han preso sembianza e sostanza di una siepe di rovi secchi, ma possibile solo oggi che la costa ci ha finalmente offerto dei ripari incoraggianti.
Le colline avvolgono uno dei porticcioli più pittoreschi dell'isola e la linea di eucaliptos nasconde la luce verde d'ingresso ed un paio di alberi di vele all'ancora.
Sbarchiamo nel porto in cerca del market perché siamo ormai privi di tutto ma scopriamo con disappunto che il più vicino è a 5 km su per la montagna: nostro malgrado, ci sediamo in taverna per una cena anticipata, serviti da un cameriere che ha i tratti e la flemma di Fabrizio De Andrè.
Ci regaliamo un'altra breve pagaiata serale, ma solo dopo tzatziki, insalata greca, polpo, suvlaki, birra e tsipouro... neanche fosse la nostra ultima cena!
Quante belle emozioni, in questi ultimi giorni di viaggio: del resto è per questo, per fare il pieno di emozioni, che vale la pena di viaggiare, no?!?